Bani-ficenza a Padova: il capitano scaccia i fantasmi e riporta il Palermo in alta quota

Una rete di Mattia Bani al novantaduesimo regala tre punti d’oro ai rosanero in una sfida epica all’Euganeo. Nonostante l’inferiorità numerica per l’espulsione di Rui Modesto, la squadra di Inzaghi piega il Padova e blinda il quarto posto.

Sabato 21 marzo 2026, nella cornice dello Stadio Comunale Euganeo, il Palermo FC ha ottenuto una vittoria fondamentale per 0-1 contro il Padova nella trentaduesima giornata del campionato di Serie B. La sfida, decisa da una zampata del capitano Mattia Bani in pieno recupero, ha visto i siciliani resistere per oltre settanta minuti in dieci uomini a causa del cartellino rosso diretto rimediato da Rui Modesto al venticinquesimo del primo tempo. Questo successo interrompe un momento di appannamento per la squadra di Filippo Inzaghi, che sale a quota 54 punti in classifica, mantenendo vive le speranze di promozione diretta e rispondendo con carattere alle critiche seguite agli ultimi passi falsi contro Monza e Juve Stabia.

Il ruggito del capitano in una valle di lacrime e sudore

La vittoria ottenuta in terra veneta non è soltanto un mero aggiornamento statistico della classifica, ma rappresenta un punto di svolta emotivo per l’intera stagione rosanero. Il Palermo arrivava a questa trasferta con il peso di una pressione asfissiante: la sconfitta per 3-0 contro il Monza e il pareggio interno beffardo contro la Juve Stabia avevano minato alcune certezze tattiche, facendo scivolare la squadra a sei lunghezze dalla vetta. Filippo Inzaghi, veterano di mille battaglie e specialista in promozioni, aveva caricato l’ambiente alla vigilia chiedendo una prova di nervi e orgoglio. La risposta sul campo è stata un inno alla resilienza, incarnata perfettamente da Mattia Bani, difensore col vizio del gol che sta vivendo una seconda giovinezza all’ombra di Monte Pellegrino.La partita si è sviluppata su binari di sofferenza estrema. Il Padova, pur occupando una posizione di metà classifica, ha giocato la gara della vita, sospinto da un Francesco Di Mariano in formato extra-lusso, desideroso di mostrare il proprio valore contro la squadra della sua città. Tuttavia, il cuore rosanero ha battuto più forte delle avversità arbitrali e della stanchezza accumulata in una settimana che prevedeva tre impegni ravvicinati. Il gol al novantaduesimo non è stato un caso fortuito, ma il premio per una fase difensiva che, nonostante l’uomo in meno, ha concesso pochissimo agli avversari, grazie a un Jesse Joronen semplicemente insuperabile tra i pali.

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