JORONEN 6: Vive un pomeriggio di ordinaria amministrazione, chiamato in causa raramente dalla timida manovra offensiva avellinese. È costretto ad alzare bandiera bianca al 57′ per un problema fisico che andrà valutato in vista di Frosinone. (Dal 57′ GOMIS 6: Torna in campo dopo un anno e mezzo di assenza dalle gare ufficiali. Nonostante un po’ di comprensibile ruggine, si dimostra reattivo nel finale sulla conclusione di Russo, trasmettendo sicurezza al reparto ).
PEDA 6.5: Schierato titolare da Inzaghi, risponde con una prova di grande pulizia tattica. Perfetto nelle chiusure preventive, argina senza affanni le folate laterali degli ospiti e prende in mano la gestione del pallone nei minuti finali.
BANI 7: Il “Capitano” sfoggia la solita prestazione da leader. Annulla letteralmente Patierno, vincendo ogni duello aereo e guidando la linea con una padronanza difensiva d’altri tempi. Esce all’84’ tra gli applausi del Barbera dopo aver accusato qualche acciacco fisico. (Dall’84’ MAGNANI 6: Pochi minuti per lui, ma gestisce con saggezza i palloni che transitano nella sua zona ).
CECCARONI 6: Una gara di puro contenimento e supporto alla manovra. Anche se talvolta non è impeccabile nelle scelte di passaggio, i suoi scambi sulla catena di sinistra con Augello rimangono una costante affidabile del gioco rosanero.
PIEROZZI 6.5: Spinge con continuità sulla fascia destra e mette in crisi la retroguardia ospite. È lui a subire il durissimo intervento di Izzo che costa il rosso al difensore campano e spiana la strada al Palermo. Esce a fine primo tempo proprio per i postumi del fallo subito. (Dal 46′ GYASI 6: Entra per garantire equilibrio in superiorità numerica. Si sacrifica molto in fase di copertura, rimediando un giallo per un intervento su Sala, ma garantendo la consueta sostanza ).
SEGRE 6.5: Dinamismo e inserimenti. Dai suoi piedi nasce la conclusione che porta al tap-in (poi annullato) di Le Douaron. È il polmone del centrocampo, prezioso sia nel recupero palla che nella transizione offensiva. (Dal 71′ GIOVANE 6: Entra per dare freschezza alla mediana e gestire il possesso palla nel momento del bisogno ).
RANOCCHIA 7.5: Lo “Sciamano” incanta il Barbera. Detta tempi e geometrie con una calma olimpica e chiude il match all’82’ con un inserimento perfetto e un piatto destro chirurgico. Per Inzaghi è un giocatore “sprecato per la Serie B”, e ieri lo ha dimostrato ancora una volta.
AUGELLO 6.5: Una spina nel fianco costante sulla sinistra. Pennella cross interessanti per Pohjanpalo e garantisce ampiezza alla manovra, costringendo Cancellotti a una gara di sola sofferenza.
A. PALUMBO 7.5: Il “Mago” apre le danze con un capolavoro balistico al 12′: un mancino a giro che accarezza il palo e si insacca. È l’anima creativa della squadra, capace di strappi che rompono gli equilibri. Esce stremato dai crampi al 71′. (Dal 71′ VASIC 6: Si inserisce bene nei meccanismi di palleggio, cercando di sfruttare gli spazi concessi da un Avellino ormai stanco ).
LE DOUARON 7: Uomo assist in occasione dell’1-0, dove serve a Palumbo il pallone del vantaggio. Solo il VAR e una posizione di fuorigioco millimetrica gli negano la gioia personale nella ripresa. Combattivo e sempre nel vivo del gioco.
POHJANPALO 7: Non segna, ma il suo lavoro per la squadra è monumentale. Protegge palla, fa salire i compagni e serve a Ranocchia un assist al bacio con un “dai e vai” da manuale per il raddoppio definitivo. Il pilastro su cui si poggia l’intero attacco di Inzaghi.
ALL. FILIPPO INZAGHI 7: Nonostante la febbre che lo ha tormentato alla vigilia, disegna un Palermo cinico e padrone del campo. Gestisce bene i cambi e la superiorità numerica, portando a casa tre punti fondamentali per continuare a sognare la promozione diretta.
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